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Consigli per chi trova animali selvatici imbrattati‏


LA GAZZETTA DI REGGIO
26 FEBBRAIO 2010

I consigli per chi trova animali selvatici imbrattati

BORETTO. In previsione dell’arrivo nel tratto reggiano del Po dell’onda nera provocata dall’inquinamento del Lambro, il raggruppamento delle Ggev (Guardie ecologiche volontarie) e il Cras Lipu Croce Alata di Reggio, d’intesa con la Provincia, ha formato una «rete» di enti e associazioni che si propone di raccogliere e soccorrere gli animali che si dovessero trovare invischiati e imbrattati (nella foto un germano reale) dalle sostanze oleose presenti in acqua o sulle rive. Il ritrovamento di animali imbrattati va segnalato subito al Centro recupero Lipu al 338-2206406 o alla Polizia provinciale (0522-792222) o in caso di difficoltà anche alle Ggev (335-201316). In ogni caso il Cras Lipu di Reggio fornisce, a chi dovesse imbattersi in un animale in difficoltà, questi consigli: tenere gli animali al caldo (temperatura ottimale 40 gradi, ad esempio con l’auto avviata e il riscaldamento acceso) e metterli in una scatola di cartone, bucherellata per far entrare aria, e chiusa per tenerli al buio (è fauna selvatica e si troverebbe in difficoltà e sotto ulteriore stress se esposta a un ambiente umano, inusuale). I volontari del raggruppamento Ggev saranno disponibili a recuperare gli animali eventualmente ritrovati e trasportarli al Centro Lipu di Reggio, dove i volontari Lipu li potranno curare in modo adeguato, secondo il protocollo nazionale appositamente approntato per questa emergenza.

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Una pastiglia per salvare gli animali dall’inquinamento del Lambro: in campo la Lipu

Una pastiglia di carbone attivo da somministrare subito agli animali per far loro smaltire la tossicità degli idrocarburi, una confezione di olio di vasellina per pulire le zone glabre come zampe, becco, occhi e orecchie, garze e un paio di guanti di lattice. E’ il contenuto del kit di pulizia e di primo soccorso dei volatili che la Lipu di Reggio Emilia sta distribuendo da settimana scorsa ai centri di coordinamento degli operatori che sono a lavoro per fronteggiare l’emergenza inquinamento del Po, dopo l’arrivo dell’onda nera proveniente dal Lambro.

SOS ANIMALI
“Ieri abbiamo distribuito già 10 kit e oggi ne smisteremo un’altra decina alle volontarie dell’Enpa” spiega all’ADNKRONOS la delegata Lipu per la provincia di Reggio Emilia Mercedes Lombardo, sottolineando che l’intero lavoro di soccorso degli uccelli a rischio imbrattamento “è svolto in stretta collaborazione con la guardie ecologiche volontarie del Ggev“. Intanto, al centro Lipu di Reggio, almeno una ventina di volontari stanno facendo i turni anche di notte, per garantire l’accoglienza degli animali 24 ore su 24.

I DANNI DEL PETROLIO
“La situazione è grave – prosegue Lombardo – anche perchè l’onda nera è giunta molto in anticipo. La macchia è lunga almeno 100 chilometri e ci vorranno giorni prima che passi, aumentando così il rischio per gli animali acquatici tra cui ci sono Aironi, Geramani Reali, Gallinelle d’acqua, ma anche il Tarabuso che è un uccello protetto, molto raro, che vive nei cannetti“. Lombardo parla invece di “moria incontenibile” per i pesci, per il quali il soccorso è quasi impossibile.

COME SALVARE GLI ANIMALI
Intanto, il raggruppamento delle Ggev ed il Cras Lipu Crocealata di Reggio Emilia, d’intesa con la Provincia, lancia un appello a chiunque si dovesse imbattere in qualche animale coperto dagli idrocarburi. “I rischi per la salute sono ancora più gravi se non si interviene velocemente, poichè l’imbrattamento può provocare oltre alla ipotermia ed alla incapacità a galleggiare, anche l’avvelenamento” fa sapere Lombardo che ricorda quali sono le operazioni da effettuare subito: “tenere l’animale al caldo, almeno a 40 gradi, generando calore anche con il riscaldamento della auto, pulire subito occhi, orecchie, zampe e becco e contattare uno dei centri delle associazioni animaliste“.
La custodia temporanea degli animali deve avvenire in una scatola di cartone bucherellata, che evita il contatto con l’ambiente umano per animali selvatici che possono stressarsi in contesti a loro non usuali. Al soccorso della fauna collaborano, oltre a Lipu e Ggev, anche la Polizia provinciale, l’Aipo Navigazione, il Coordinamento delle associazioni di Protezione civile di Reggio Emilia, altre associazioni animaliste e di pescatori e diversi cittadini.

fonte:http://www.mondoecoblog.com

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